FRANCESCA PEROZZIELLO
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QUIET PEOPLE HAVE THE LOUDEST MINDS

28/4/2025

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PENSO TROPPO E NE SONO CONSAPEVOLE
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Uno scorcio della mia postazione di lavoro, che a buon diritto definisco "la mia vista sul mondo".

​Le persone silenziose sono quelle che hanno le menti più rumorose.


Questa frase di Stephen Hawking, che mi porto dietro da alcuni anni, sembra scritta apposta per me.
Come persona introversa, abituata a riflettere a lungo sulle cose e a pormi mille domande, anche prima di compiere la più futile delle azioni, mi sono sentita spesso dire che penso troppo, che mi faccio una marea di problemi inutili, o che dovrei mettere a tacere il vortice di voci che si agita dentro di me.

Eppure, a ben pensarci, non vedo cosa ci sia di sbagliato nell'avere una mente che guarda il mondo in modo critico e si sofferma anche sui dettagli apparentemente più insignificanti. Non capisco cosa ci sia di male nel voler fare le giuste considerazioni sulle persone, sugli eventi e sulle decisioni da prendere, soprattutto se quelle decisioni non riguardano soltanto me. "Il pensiero blocca l'azione" è un'altra frase che mi sono sentita ripetere più e più volte, ovviamente come rimprovero nei confronti del mio spirito giudicato eccessivamente riflessivo.

Esci di casa, smettila di stare chiusa nei tuoi pensieri, molla i libri e la musica, vai fuori! D'accordo, tutto bellissimo, ma quant'è dura mettere il naso fuori casa e fingere di non pensare a niente, di avere la testa sgombra da qualunque peso, previsione o rimuginio. Certo, ho scelto un lavoro che mi porta ancora di più a stare sola con me stessa e a interrogarmi su tanti aspetti della vita, e anche questa scelta mi ha fatta spesso bollare come la tizia strana che trascorre le sue giornate tappata in casa invece di interagire con gli altri.

La mia piccola verità, il mio modesto punto di vista sul mondo, è che al silenzio esteriore non corrisponde necessariamente un silenzio interiore, anzi... Sono proprio le persone silenziose, per citare il mio adorato Luca Carboni, quelle che nascondono un intero universo dentro di sé, proprio perché abituate a non condividere con chiunque ciò che si tengono dentro. La capacità di restare in silenzio è percepita da molti come una strana abitudine, se non come una minaccia, perché del silenzio nessuno sa che farsene. Il silenzio spaventa, si sente il bisogno di colmarlo con parole vuote e frasi di circostanza, per rassicurare chi parla e dire che sì, va tutto bene, è una conversazione normale. Raramente, però, si pone l'accento su chi ascolta, su chi sta in silenzio non perché non ha nulla da dire ma perché semplicemente sente troppo, e tutto nello stesso momento.

Le persone silenziose, e anche questo lo dico per esperienza, tendono ad avere un'empatia che è difficile riscontrare in chi riversa sugli altri una serie di informazioni non richieste, che non di rado sconfinano nella vanagloria e nell'autocelebrazione. L'empatia è fra i nostri punti di forza e nasce dal fatto che abbiamo provato un'infinità di emozioni e di stati d'animo, dai più cupi ai più luminosi, come se avessimo dentro uno spettro dei colori che si accendono e si spengono nelle varie circostanze della vita.

Se vi capita di incontrare una persona silenziosa, lasciatela nel suo universo interiore, non cercate di tirare fuori a forza quello che non vuole dirvi. Le persone silenziose, di solito, capiscono in modo istintivo con chi possono confidarsi e con chi, invece, è meglio tacere. Nell'indecisione, prima di obbligarci a parlare, provate a comprendere i nostri silenzi. Magari stiamo solo cerando il modo o il momento adatto per uscire dal nostro spazio sicuro, e di certo non è urlandoci contro, anche solo metaforicamente, che ci convincerete a lasciarlo andare.

Siamo persone abituate a cogliere anche il più impercettibile dei gesti. Un sì o un no detti al momento giusto, una piccola confidenza o uno sguardo fugace ci lasciano intuire molto più di quello che riuscirebbe a cogliere una persona priva della stessa capacità di introspezione. Fare rumore è sopravvalutato, e dichiarare le proprie intenzioni non serve a niente, se alle parole non seguono gesti concreti. Abbiamo la capacità di cogliere sfumature anche dal non detto, dall'accennato, da segnali in apparenza trascurabili. Ci fidiamo di chi ci rispecchia e rifuggiamo da chi si sente autorizzato a strapparci, con una certa arroganza, ai nostri preziosi silenzi.

Dentro a ogni persona silenziosa dimora un abisso, ma non per forza l'abisso deve fare paura.
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