FRANCESCA PEROZZIELLO
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YOGA E TRADUZIONE: prOVARCI E RIPROVARCI

23/4/2025

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Pratico yoga da sette anni e traduco da dieci.
Yoga e traduzione sembrano due mondi lontani anni luce e invece entrambi mi hanno insegnato che, senza la pratica e la costanza, i progressi non arrivano.

Sette anni non sono tanti, ma non sono nemmeno pochi. Sono però anni che, come anticipavo, mi hanno insegnato l'importanza della pratica costante, della pazienza e soprattutto del fallimento. Sì, spesso ci si riempie la bocca di queste belle parole per raccogliere tanti like e commenti favorevoli sui vari social, ma la verità è che il fallimento fa parte dello yoga, così come della traduzione.

Provare e riprovare, insistere su ciò che ci riesce bene per migliorare ulteriormente, ma anche su quello che ancora non ci riesce, dato che si impara tantissimo persino dalle cose che ci piacciono meno. Perseverare, accettare i propri limiti e capire quando superarli, ascoltarsi, mantenere la concentrazione durante tutta la pratica e impedire ai pensieri di intrufolarsi nella mente. Queste sono lezioni cruciali che ho appreso dallo yoga nei famosi sette anni di pratica.

La strada è ancora lunga, lo so, ma tentativo dopo tentativo, asana dopo asana, percepisco i miei progressi sia come yogini sia come traduttrice.

Nelle foto vedete tre diversi tipi di inversioni, cioè sirsasana, una variazione di sirsasana e infine un goffo tentativo di pincha mayurasana. In sirsasana, dove "sirsa" è la testa in sanscrito e "asana" indica una posizione o postura, sento di aver raggiunto una buona stabilità, motivo per cui sono in grado di eseguirla a mezz'aria e di sperimentarne alcune variazioni. In pincha mayurasana, dove "pincha" significa piuma e "mayura" è il pavone, ho ancora da lavorare sulla mia stabilità. Per cimentarmi in questa inversione ho bisogno del muro o dell'insegnante, e quando sono da sola non riesco ancora a raddrizzare il bacino come dovrei. So dove sbaglio, è vero, però non sono ancora capace di correggermi. 

Eppure il vinyasa e l'ashtanga yoga mi hanno insegnato quanto sia fondamentale non demordere, accettare il fatto che alcune cose possano arrivare subito e che per altre, invece, sia necessario aspettare e non smettere di impegnarsi. Anche nella traduzione, in effetti, il miglioramento e i progressi sono possibili solo grazie a una dedizione quotidiana e alla consapevolezza che, senza l'esercizio, è difficile raggiungere un determinato obiettivo.

Anche a voi è capitato di imparare qualcosa di importante da attività che, in apparenza, non hanno attinenza con il vostro lavoro? Fatemelo sapere! :)
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